lunedì 3 marzo 2008

IL PROGRAMMA POLITICO CHE VORREMMO



A 40 giorni circa dal nuovo appuntamento elettorale che chiamerà nuovamente noi tutti alla “scelta” del prossimo Governo della ns. amata ma bistrattata ITALIA, stiamo assistendo un ennesimo "balletto televisivo", alle soglie dell'inverosimile, dei potenziali premier.
Tutti i soliti “volti” che continuano a ripetere l’avvento del NUOVO PARTITO; cosa ci sia di nuovo ancora non riusciamo a vederlo.
Mi chiedo se siamo tutti ciechi ?!?
Tutti i vari premier parlano di INNOVAZIONE, FAMIGLIA, SANITA’, ISTRUZIONE, IMPRESA, LAVORO, ECC.
Ma tutti questi “volti nuovi” che però hanno affollato il “transatlantico” del Parlamento Italiano, cosa hanno fatto negli anni precedenti ??? Erano, per caso, impegnati alla spartizione del POTERE POLITICO oppure alla programmazione del proprio aumento del compenso di parlamentare ??? Pensare che gli occupanti degli scranni del Parlamento dovrebbero essere ONOREVOLI e “degni di onore”, sin dall’antica Roma quando durante le elezioni il candidato veniva chiamato in questo modo per la veste bianca che indossava, simbolo di integrità morale. D’altro canto la parola onorevole deriva dal latino “honor” e ha lo stessa etimologia di “honos” da cui deriva l’aggettivo onesto. In questi termini non si rispecchia solo il rispetto per le “alte autorità dello Stato”, ma ad essi richiamano anche l’integrità del personaggio politico in questione.
Ma è tanto difficile smettere di esprimersi in POLITICHESE e rendersi conto le famiglie tra breve daranno corso ad una rivoluzione civile ?
Per la sete di potere e di voti si rinnega il proprio curriculum politico, si rinnega l’appena trascorso percorso professional-politico, si cerca di nascondere i “cugini” scomodi, si cerca di “taroccare” i dati dell’inflazione e chi più ne ha più ne metta.
Tutti parlano che essere dirigenti politici significa dare risposte chiare e concrete.
Ebbene, benché ancor tutti i partiti politici non hanno pubblicato i loro PROGRAMMI DI GOVERNO e non volendo assurgere a DIRIGENTI POLITICI esprimiamo il ns. programma di indirizzo politico; i lettori facciano tesoro e riflettano nello scuro delle urne elettorali a chi potrebbe portare a termine questi pochi ma significanti punti programmatici:
1. Le AUTO BLU costano circa 90 MLD di Euro tra acquisto, ammortamento, spese di gestione; eliminandole si potrebbe destinare questa somma o parte di essa per l’ammodernamento delle scuole pubbliche fatiscenti ed in parte non conformi ai dettami della 626;
2. Riduzione dei costi notarili adeguandoci ai costi più bassi degli avvocati; tra l’altro quest’ultimi sono numericamente maggiori delle gocce presenti nel mare; si potrebbero distribuire ingenti somme di denaro a tanti avvocati che oggi non riescono a “crescere” economicamente per l’alto numero degli iscritti all’ordine;
3. I futuri Onorevoli DEVONO pagarsi i vari corsi di lingue, di sommelier, ecc che costano circa € 3.000.000,00 all’anno a noi AFFAMATI contribuenti; con queste somme si potrebbe prestare migliore manutenzione e messa in sicurezza delle auto in dotazione alle Forze dell’Ordine;
4. I costi relativi ai Body Guards e alle auto di scorta dei politici devono essere sostenuti dai politici stessi, se ne hanno bisogno poiché se fino a ieri l’onorevole era un uomo normale non vedo il perché debba camminare con la scorta; la scorta diamola ai magistrati che combattono contro la ‘ndrangheta o mafia;
5. Il portaborse deve essere pagato dall’onorevole, alla stregua di un suo dipendente, e non da noi poveri contribuenti; con quei soldi aumentiamo le pensioni minime poiché parliamo di oltre € 32.000.000,00 all’anno !
6. Riduciamo i MEGA INGAGGI della rete televisiva nazionale in maniera tale da eliminare il CANONE RAI; ulteriore balzello a carico di noi poveri italiani;
7. Limitare il numero dei consulenti degli Onorevoli devolvendo i relativi costi all’aumento dello straordinario per i militari delle Forze dell’Ordine, limitando il fenomeno delinquenziale;
8. Inserire nuovamente l’I.V.A. al 32 % per i beni voluttuari per diminuire l’imposizione sui generi di prima necessità per le fasce più deboli; l’I.V.A. sui generi di prima necessità dovrebbe scendere al 4%.
9. Rendere deducibile fiscalmente ogni spesa familiare per ridurre l’evasione fiscale; se fosse possibile dedurre anche il taglio dei capelli, tutti quanti richiederebbero la ricevuta fiscale o lo scontrino fiscale;
10. Per ridurre lo strapotere dei commercianti cinesi introduciamo nuovamente il dazio doganale; maggiori introiti per lo stato italiano e riduzione del divario tra merci italiane e cinesi;
11. Certezza della pena anche per i politici – DURA LEX SED LEX;
12. Riduzione dell’accisa per il carburante tramite l’aumento della stessa imposizione sui carburanti venduti agli YACHTS i quali, verosimilmente NON PAGANO NE’ IVA, NE’ ACCISA;
13. Eliminazione dei finanziamenti ai partiti CON I SOLDI DEI CONTRIBUENTI;
14. Istituzione di COMITATI CIVICI per il collaudo ed il controllo della buona esecuzione delle opere pubbliche.

martedì 8 gennaio 2008

IL CASO IMMONDIZIA NAPOLI


ANSA - 2008-01-08 21:17

RIFIUTI, ARRIVA DE GENNARO DIFESA OFFRE SITI MEZZI E UOMINI

Un'altra giornata di tensioni e violenze nella guerra di Napoli contro la discarica. Momenti difficili non solo nei pressi di Contrada Pisani a Pianura ma anche nelle zone vicine, a Pozzuoli, e a Quarto dove oggi l'intervento delle forze dell'ordine, 'entrate' in via Campana, ha consentito di liberare la città dall'isolamento nel quale era piombata nelle ultime 48 ore. Ma fronti difficili si annunciano nel resto della regione dove in alcuni dei comuni individuati dal piano del governo per ospitare discariche si annunciano proteste e opposizioni.

Domani il neo commissario per l'emergenza rifiuti, Gianni De Gennaro, sarà a Napoli. A lui sarà affidata l'ultima decisione su Pianura, a cui oggi non si è fatto cenno nella conferenza stampa di Prodi, e sulla cui riapertura aleggia un alone di suspense.

La giornata era iniziata a Pianura (in serata è stato anche aggredito il presidente della municipalità di Pianura-Soccavo, Fabio Tirelli) all'insegna della tensione per gli incidenti della notte dopo l'annuncio del commissario straordinario, Umberto Cimmino, che la discarica sarebbe stata comunque realizzata. I manifestanti hanno dato fuoco a due autobus, la polizia ha caricato, sono state bloccate le strade tra cumuli di rifiuti in fiamme mentre molotov e sassi venivano lanciati contro i vigili del fuoco che cercavano di spegnere i roghi. Violenze anche contro operatori televisivi. Manifestanti violenti, una minoranza rispetto ai pacifici oppositori della riapertura della discarica, hanno poi bloccato tre autobus nella vicina Pozzuoli costringendo i passeggeri a scendere e mettendo i mezzi di traverso per bloccare la circolazione. Qualche ora dopo, in località Monterusciello, un autobus è stato dato alle fiamme, altri mezzi sono stati bloccati dai manifestanti, un'auto della Stradale danneggiata, due poliziotti contusi e medicati. Uno scenario di tensione permanente: tafferugli sono seguiti alla rimozione da parte delle forze dell'ordine di un blocco sulla rampa di immissione della Tangenziale di Napoli.

Un giovane di 23 anni, che impugnava l'asta di un segnale stradale divelto e con il volto parzialmente coperto da una sciarpa del Napoli, è stato arrestato. Sei agenti della stradale e del commissariato di Pozzuoli, mentre tentavano di soccorrere una donna vittima di un malore sono stati affrontati da alcuni manifestanti. Nella colluttazione hanno riportato contusioni e lievi escoriazioni. A Napoli città sono numerose le strade nelle quali la spazzatura è abbandonata da giorni, in alcuni casi in putrefazione. Una scuola media, la Tito Livio, in una zona bene della città, quella di Chiaia, appare, come denuncia il presidente della circoscrizione, Fabio Chiosi, completamente accerchiata dalla spazzatura.. In Campania si annunciano nuovi fronti di protesta all' apertura di discariche. "Sono - dice il sindaco di Terzigno, Domenico Auricchio - contrario alla decisione del governo di rimettere in funzione questa discarica nel nostro paese". No secco anche dalla provincia di Avellino. "Una decisione che impugneremo con determinazione e civiltà per difendere il nostro territorio". E' la reazione del sindaco di Savignano Irpino (Avelino), Oreste Ciasullo. "Più che arrabbiato sono mortificato", dice il primo cittadino di Sant'Arcangelo Trimonte (Benvento), Aldo Giangregorio. "Il comune di Serre - ricorda il sindaco Palmiro Cornetta - è da un pezzo che dà la sua massima disponibilità per fronteggiare l'emergenza accogliendo l'immondizia prodotta dai comuni della regione".


"Questa è storia della Repubblica Italiana, per la quale UOMINI hanno versato il proprio sangue".

Signori, da quello che quotidianamente leggo, ritengo, dal mio modestissimo punto di vista, che siamo alle porte di una nuova "Rivoluzione sociale".
Mi auguro che coloro i quali sono deputati al miglioramento del "Viver civile" possano intendere i "messaggi subliminali" espressi dalla cittadinanza tutta.

Ad Maiora

Marco Limoncelli

mercoledì 17 ottobre 2007

PINO MASCIARI DAY - MEETUP CALABRESI. DALLE PAROLE AI FATTI.

SIAMO LIETI DI PARTECIPARE AD UN MERAVIGLIOSO APPUNTAMENTO ORGANIZZATO DAI MEETUP CALABRESI.

Domenica 28 ottobre a Catanzaro presso il Villaggio Guglielmo di Copanello di Stalettì (CZ), "gli Amici di Pino Masciari" hanno deciso di dedicare una giornata a Pino Masciari e alla sua famiglia in occasione dell'anniversario dei 10 anni di esilio ed allontanamento dalla sua terra a seguito della volontà di denunciare il sistema mafioso che lo rendeva vittima.

Pino Masciari, limpido imprenditore calabrese ha avuto la forza e la moralità di denunciare il racket della criminalità organizzata affidandosi alle leggi dello Stato e diventando cardine centrale di principali processi contro la 'ndrangheta e le istituzioni corrotte.
Il 17 ottobre 1997 Pino Masciari, sua moglie e i due figli entrano nel programma di protezione e in questi dieci anni sono stati privati innanzitutto della dignità e dei diritti elementari dovuti ad ogni cittadino.

Chiunque in questi anni ha conosciuto Pino Masciari e la sua storia non è più riuscito a esserne indifferente. Questa iniziativa è il risultato dell'elaborazione dell'indignazione che ne è scaturita.
Singoli cittadini ed esponenti di diverse realtà acolpo.ssociative si uniscono sotto un'unica definizione: "gli Amici di Pino Masciari", così lo affiancheranno durante la giornata del 28/10 per porre pubblicamente riflessioni, proposte e richieste.

E' intenzione della giornata dunque, unire tutte le forze vicine a Pino Masciari, tessendo una nuova Rete tra i cittadini, gli imprenditori e le personalità istituzionali, in particolare tra chi nelle Istituzioni ha operato e continua ad operare per evitare che vengano danneggiati quanti compiono la scelta di stare al servizio della legalità e dello Stato Democratico.

C'è innanzitutto un uomo e la sua famiglia e bisogna divulgare la loro storia per creare COSCIENZA, affinché un decennio di sacrificio diventi RISORSA e ne sia reso il giusto merito.
C'è un messaggio pregno di senso civico, un esempio da seguire come cittadini e come lavoratori, di lotta alla criminalità organizzata, che sarà dibattuto con altri imprenditori che vogliono ribellarsi al ricatto e all'infamia.

C'è una società civile che non vuole e non accetta vicende come quella di Pino Masciari e che vuole pertanto dialogo, approfondimento e concertazione con le Istituzioni invitate.
Sarà l'occasione per poter lavorare insieme proficuamente con rinnovate energie.


PROGRAMMA (work in progress)

h 15:00 Video Introduttivo: "Pirateria"
h 15:05 Introduzione: Perchè questa giornata.
h 15:10 Video: "Dieci anni sotto protezione: l'imprenditore Pino Masciari"
h 15:30 Testimonianze: "Altri imprenditori si raccontano"
h 16.30 Intervento di Pino Masciari
h 17:00 Interventi e dibattito con Don Ciotti/Giancarlo Caselli/Nicola Gratteri
h 19.00 Spettacolo teatrale: "Legàmi" del regista Francesco Pileggi, realizzato dagli studenti del laboratorio teatrale del comune di Lamezia Terme.
h 20.00 Buffet

Invitati all'incontro:
Don Luigi Ciotti - Presidente di Libera
On. Marco Minniti - Viceministro all'Interno
On. Ettore Rosato - Sottosegretario all'Interno
On. Francesco Forgione - Presidente Commissione Antimafia
On. Giuseppe Lumia - Vicepresidente Commissione Antimafia
On. Angela Napoli - Presidente Comitato Testi Commissione Antimafia
On. Maria Grazia Laganà - Componente Commissione Antimafia
On. Mario Tassone - Vicepresidente Commissione Antimafia
Dott. Giancarlo Caselli - Procuratore Generale Piemonte e Val D'Aosta
On. Antonio Di Pietro - Ministro Infrastrutture
Prefetto Raffaele Lauro - Commissario di Governo per le iniziative antiraket e usura
On. Brunello Censore - Consigliere regionale Calabria e componente Comm. Antimafia Regionale
Dott. Antonio De Masi - Capogruppo Ds Prov Vibo Valentia
Dott. Nicola Gratteri - Sostituto Procuratore DDA di Reggio Calabria

Organizzatori:
Meetup "Amici di Beppe Grillo" di:
- Catanzaro
- Cosenza
- Crotone
- Vibo Valentia
- Reggio Calabria
- Torino

Associazioni e gruppi che finora hanno aderito:
- Hacklab Catanzaro
- Associazione Acmos
- Libera Piemonte
- Rita Atria
- Ammazzateci tutti
- Addio Pizzo
- Ezechiele 37
- Associazione Antiraket Lamezia
- May Day Calabria
- Il circolo delle libertà di Catanzaro
- Calabrialibre

IL MONDO DEI GIOVANI SI MUOVE E' NON E' SOLO PAROLE !!!

TUTTI INSIEME PER IL MALGOVERNO ED IL MALAFFARE !!!

martedì 16 ottobre 2007

"LA NS. POLITICA" DEL WELFARE

Da: www.repubblica.it del 09 ottobre 2007-10-09

POLITICA
Nel "libro mastro" dei consulenti del governo figurano 1253 nomi. Più di uno
su quattro lavora per Pecoraro Scanio. Compensi da 13.000 a 143.000 euro l'anno. Ecco il censimento completo Consulenti, la carica dei mille
Il ministro e i suoi 344 uomini di SEBASTIANO MESSINA All'Ambiente la nipote di Napolitano. E il Nobel Rubbia che lo fa gratis
C'E' DAVVERO un po' di tutto nell'elenco dei 1253 esperti e consulenti a libro
paga del governo Prodi. Giuristi e ginnasti, generali e creativi, cinefili e professoresse, ambasciatori e webmaster, giornalisti e rettori, figli della Patria e figli di papà. Sono 1253: una media di 48 esperti a dicastero, anche se questa - come tutte le statistiche - appiattisce una realtà dove ci sono ministri come Di Pietro e Mastella che dichiarano zero consulenti, e altri, come Rutelli, che con il loro elenco superano - da soli - un terzo del totale: 436.

Una Napolitano, Simona, nipote del presidente della Repubblica, è consulente del ministero dell'Ambiente (per 2800 euro al mese), incaricata di fornire "assistenza e consulenza riguardo le problematiche del settore giuridico e nel settore del diritto informatico, amministrativo e degli appalti pubblici". Un Mastella, Pellegrino, figlio del Guardasigilli, è consulente del ministero per le Attività produttive con l'incarico di assicurare (per 2700 euro al mese) "attività di collaborazione finalizzata all'approfondimento delle specificità dei modelli anglosassoni".

E un Gambescia, figlio del deputato diessino Paolo, è consulente del ministro per l'Innovazione (1500 euro mensili) "per l'elaborazione e la verifica delle linee programmatiche relative al rapporto tra la pubblica amministrazione e il sistema delle imprese". Non c'è invece - non ancora, perché il decreto non è stato ancora registrato dalla Corte dei conti - il nome di Angelo Rovati, che dopo essersi dimesso da consigliere di Prodi è stato riassunto una settimana fa come "esperto per il Kazakistan" (specializzazione tanto circoscritta quanto sorprendente).

Nessuno di questi 1253 consulenti diventerà ricco, con gli assegni staccati dal governo. Ma il primo a essere convinto che queste spese siano eccessive è proprio il presidente del Consiglio, che ha appena firmato un decreto con il quale taglia di un terzo - a partire dal 2008 - la cifra destinata ai consulenti dell'esecutivo. Certo, anche lui dovrà usare le forbici, visto che al momento la Presidenza del Consiglio conta 120 contratti di consulenza.

E di questi, solo sette - oltre a Renato Ruggiero - hanno accettato di collaborare in cambio di uno spartano rimborso spese. Tutti gli altri vanno pagati, dai 6000 euro dei componenti del Comitato per la Biosicurezza ai 40 mila di Massimo La Salvia, inquadrato nel Dipartimento Risorse Umane
I ministri Mastella e Di Pietro, che dichiarano di non avere consulenti al loro servizio, non dovranno tagliare nulla. Né si potrà chiedere un sacrificio al Viminale, dove Giuliano Amato ha firmato un unico contratto di consulenza(con il professor Francesco Raiano: 30 mila euro annui), e tantomeno alla Difesa, dove Arturo Parisi ha ingaggiato un solo esperto (il dottor Andrea Grazioso, esperto di problematiche strategiche internazionali: 36 mila euro) più due per i suoi sottosegretari. Avranno poco da risparmiare anche il ministro del Lavoro, Damiano, e quello della Pubblica Istruzione, Fioroni, che hanno due consulenti a testa.

Ma agli altri, qualche rinuncia potrà essere chiesta. Prendiamo il ministero dell'Ambiente, che nel bilancio dello Stato pesa per la metà di quello delle Politiche agricole. Eppure, mentre Paolo De Castro s'è accontentato di otto consulenti, Alfonso Pecoraro Scanio ne ha 344. Invece di averne la metà, ne ha quarantatré volte di più.

C'è un motivo, anzi ce ne sono tre. Il primo è, diciamo così, storico: quando nacque, il ministero (che allora si chiamava "dell'Ecologia") non poté fare nuove assunzioni, così fece un massiccio ricorso ai contratti a termine, cioè alle consulenze: è andata avanti così, dal 1987 a oggi, con il risultato che al ministero oggi il numero dei precari (1319) supera quello degli assunti(1255).

Poi c'è una ragione politica. I ministri dell'Ambiente hanno preso l'abitudine, prima di lasciare la poltrona, di rinnovare i contratti ai loro consulenti per altri quattro o cinque anni, così ogni ministro si ritrova in eredità i consulenti del suo precedessore: come quel Paolo Pontoni a cui il ministro Altero Matteoli, la vigilia di Natale del 2005 ha rinnovato un contratto di consulenza per cinque anni. Non si sa se Pecoraro sarà ancora ministro, nel 2010, ma di sicuro Pontoni sarà ancora consulente: a 78 mila euro l'anno.

Poi, certo, Pecoraro ci ha messo del suo. Ingaggiando a 100 mila euro l'anno cinque consulenti per il suo gabinetto (tra cui il verde Sauro Turroni, trombato nel 2006). Più otto per i suoi sottosegretari. Più sette per la Direzione Generale "Qualità della vita". Più 54 per il servizio "Protezione della natura". Più 107 per la "Ricerca ambientale". Più 138 per la "Difesa del suolo". Più 14 per la "Salvaguardia ambientale". Più cinque dirigenti di fascia alta (in media 95 mila euro a testa). Più sei consulenti - tra cui Rubbia - che, bontà loro, non vogliono un centesimo. Totale, 344. Ai quali bisogna aggiungere un'altra infornata di consulenti i cui decreti, firmati ad agosto, non sono ancora stati registrati.

Chi sono, i consulenti del ministro dell'Ambiente? Gli ecologisti, ovviamente.
E dove si trovano la maggior parte degli ecologisti? Nei Verdi, partito che Pecoraro Scanio conosce benissimo, essendone il leader. Ecco perché sono proprio dei Verdi, giusto per fare un esempio, 14 dei 20 componenti della segreteria tecnica per la Protezione della natura. Due su tre. Una scelta, come dire?, naturale.

Dovrà sicuramente tagliare nomi e compensi il ministero dei Beni Culturali, che oggi con i suoi 436 incarichi guida la classifica delle consulenze (però bisogna tener conto che vengono messi a carico di Rutelli i contratti stipulati dalle Sovrintendenze di tutta Italia per mostre, convegni ed esposizioni varie). La cifra più alta, 133.250 euro, è andata l'anno scorso alla società Arché, per la "catalogazione dei manoscritti della biblioteca nazionale universitaria di Torino danneggiati dall'incendio del 1904". Ovvero 103 anni fa: non è mai troppo tardi.

Giusto per dare il buon esempio, un po' di economia potrebbe farla anche il ministro dell'Economia, Tommaso Padoa-Schioppa. Che oggi spende un milione 719 mila euro per i suoi 85 consulenti, una media di 20 mila euro a testa. E allo Sviluppo Economico, Pierluigi Bersani forse dovrà dare un'accorciatina alla sua lenzuolata di 69 consulenti (cominciando, magari, dal figlio di Mastella).

Poi, certo, anche i ministri "senza portafoglio" (cioè senza fondi propri nel bilancio dello Stato) potrebbero rinunciare a qualche esperto. Emma Bonino, per dire, alle Politiche comunitarie ne ha per nove volte e mezza di quelli su cui può contare Massimo D'Alema. E se il ministro degli Esteri ha scelto come uno dei suoi quattro consulenti giusto il responsabile nazionale diessino degli Italiani all'estero, Norberto Lombardi (25 mila euro annui), la Bonino ha inserito un buon numero di radicali tra i suoi 38 esperti, a cominciare dall'avvocato del partito, Giuseppe Rossodivita, incaricato di studiare "problemi e prospettive intorno all'ipotesi di costituzione di una Procura europea". Problemi, prospettive, ipotesi: per 4000 euro al mese, si può fare.

Del resto, così fan tutti. Neanche l'unico ministro di Rifondazione, Paolo Ferrero, ha saputo resistere alla tentazione di nominare due dei suoi tre esperti (Maria Teresa Rosito e Andrea Del Monaco, 45 mila euro l'anno) tra i compagni di partito. Il suo collega dei Trasporti, Alessandro Bianchi (Pdci), ha invece pescato tra i colleghi dell'università: tra i suoi 18 consulenti, ci sono sei professori e un rettore (ma il primo della lista è il responsabile nazionale Trasporti del Pdci, Eduardo Bruno).

Forse, con un po' di buona volontà, si potrebbe eliminare qualche incarico dall'oggetto nebuloso. Il ministero per l'Attuazione del programma, per esempio, paga 2000 euro al mese a Sortito Casali per "l'analisi degli obiettivi del programma di governo, in relazione alla possibilità di una loro misurazione tramite indicatori di carattere quantitativo", e altri 1100 euro mensili a Simona Genovese, affinché fornisca una "analisi del programma di governo sia nei suoi aspetti giuridici sia in quelli di carattere operativo".
Non si era mai visto, un governo che paga degli esperti per analizzare il suo stesso programma. Ma, come si dice, c'è sempre una prima volta.

giovedì 11 ottobre 2007

POST AL BLOG DEL MINISTRO MASTELLA

Come se io sia l'emblema...tabulati e Gozzini

Egregio Ministro Mastella,
mi auguro che in tale occasione vorrà confrontarsi democraticamente, senza voler causare la "Lesa Maestà", su quanto di seguito espongo. Premetto che sono ASSOLUTAMENTE a favore del "Grande Fratello" che ci spia dentro i cellulari poichè, per come accade nelle proprie attività lavorative o nelle città tramite le telecamere ed i microfoni direzionali, credo non sia un problema fare ascoltare i propri discorsi se essi non hanno dubbi interpretativi.
Inoltre, da persona intelligente quale Lei è, mi piacerebbe conoscere come si fa ad inginocchiare la “mafia o, ancor peggio, la ndrangheta, se non si praticano le migliori tecniche investigative ???
Peraltro, per chi come Lei non ha nulla da temere, non vedo il problema che qualcuno possa ascoltare le mie eventuali avances a belle donne ovvero i miei discorsi di business; sicuramente sarebbe pericoloso se queste notizie venissero utilizzate ai fini di gossip ovvero di aggiotaggio.
Infine, da “tifoso” del Dr. De Magistris non per mera contestazione ma per via delle numerose inchieste contro i malfattori delle 488, dei soggetti che soggiogano la Calabria a fanalino di coda dell’Italia, mi auguro che Lei possa ricredersi sulla validità di tale Magistrato.
Le dico ciò poiché, come tutti Voi politici fate durante i “bellissimi comizi pre-elezioni”, è l’unico soggetto che, alla data odierna, ci da speranza per una Calabria migliore della odierna.
Da buon cattolico quale Lei è, abbia fede e si affidi a Dio poiché Le garantiamo che noi calabresi, non avendo altro, ci abbiamo tanto creduto che, per ringraziamento, Dio ci ha dato De Magistris. Non vada contro il volere di Dio.
Grazie del Suo tempo.
Marco Limoncelli
MAY DAY CALABRIA

Caso De Magistris, un blog delle 'toghe' pubblica lunga mail del magistrato calabreseIl pm: «I miei errori? gli 'zelanti' ispettori non li hanno ancor


RIPORTO QUANTO APPARSO STASERA SU http://www.ifatti.com/



Roma (Silvano Spanarello) - A pochi giorni dal 17 dicembre, data fissata per la camera di consiglio in cui la sezione disciplinare del Csm, presieduta da Nicola Mancino, dovrà pronunciarsi sulla richiesta di trasferimenti d'ufficio per il pm Luigi De Magistris e per il procuratore capo di Catanzaro Mariano Lombardi, un blog delle 'toghe' - all'indirizzo http://toghe.blogspot.com - rende pubblica una lunga mail del magistrato calabrese. "Vado avanti determinato e sereno, e parlerò solo il 17 dicembre davanti al Csm" aveva detto De Magistris uscendo dal Palazzo del Csm dopo la decisione del rinvio dell'udienza. «Pur con il timore che questo possa scatenare altri sdegni (del tutto infondati), ma con la speranza che possa servire a far riflettere sulla semplicità dei fatti, pubblichiamo (di nostra iniziativa) una lettera che Luigi De Magistris ha inviato stamani ai colleghi iscritti a tre mailing list alle quali molti di noi partecipano». Questa la premessa dei gestori sito alla lunga confessione di De Magistris, che affronta una serie di argomenti ribadendo di essere certo «certo di poter dimostrare la correttezza del mio operato e l'assoluta infondatezza delle accuse rivoltemi dal Ministro». De Magistris denuncia, inoltre, in un passaggio del suo scritto di essere stato «lasciato solo da un punto di vista istituzionale» Di seguito il testo integrale della mail scritta dal magistrato calabrese. di Luigi De Magistris (Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Catanzaro) «Ho deciso di scrivere questa mail in quanto vi è stata – ieri – la seduta della sezione disciplinare e la prossima udienza è fissata per il 17 dicembre. Non entro nel merito delle accuse che il Ministro della Giustizia ha promosso nei miei confronti per non violare il dovere di riservatezza che mi sono imposto per il doveroso rispetto verso il C.S.M. e per non essere accusato, poi, di voler intimidire l'organo di auotogoverno della magistratura. Non vorrei, tra l'altro, a breve, trovarmi a dovermi difendere anche dalle contestazioni di associazione sovversiva o quanto meno di cospirazione politica mediante associazione o mediante accordo. Voglio tranquillizzare un po' tutti: sono certo di poter dimostrare la correttezza del mio operato e l'assoluta infondatezza delle accuse rivoltemi dal Ministro. Certo, in questi anni di intensissimo lavoro in Calabria avrò fatto errori, avrò sbagliato, avrò fatto scelte discutibili, avrò parlato troppo, avrò assunto una condotta eversiva dell'ordine costituito, ma per fortuna gli "zelanti" ispettori che, da anni, si occupano, senza sosta, di scandagliare tutto (e solo) il mio Ufficio (dal 1996 ad oggi, forse sarò loro simpatico?) non li hanno ancora trovati: sono fortunato io o non sono bravi loro?! Certo, se in questi anni non avessi avuto "contro" la dirigenza dell'Ufficio, se non avessi avuto le intimidazioni e le minacce provenienti da più parti (che ho esposto nelle sedi competenti e si tranquillizzino, quindi, coloro i quali sostengono che io abbia fatto denunce pubbliche senza fare nomi e cognomi: difatti, pubblicamente si può esporre la grave situazione, ma le condotte singole vanno segnalate nelle sedi istituzionali), se avessi avuto un po' più di attenzione da chi dovrebbe "tutelare" i colleghi che lavorano in sedi così difficili, se non mi avessero lasciato solo da un punto di vista istituzionale, se mi avessero affiancato colleghi nel lavoro come ho più volte chiesto, forse avrei evitato, quanto meno, di dover segnalare pubblicamente il pericolo incombente per la tenuta dello Stato di diritto, forse non mi sarei esposto all'esterno così tanto e chi mi conosce veramente sa che non gradisco apparire. A un certo punto, però, ho avvertito che stesse accadendo qualcosa di irreparabile e ho deciso di far comprendere che cosa stesse accadendo, non a Stoccolma, ma in Calabria. Questa voglia di "rompere" il silenzio, oggi, nelle liste, è, però, dettata dal cuore, dalla volontà di ringraziare tutti i colleghi che mi hanno scritto, anche privatamente, delle parole molto belle. Ho provato delle emozioni enormi e forti, che mi rendono felice e mi appagano di tutte le sofferenze di questi anni. Farei torto a molti se citassi qualcuno, ma mi limito, nel ringraziare tutti quelli che mi hanno dimostrato affetto, a citare il documento della giunta dell'A.N.M. di Napoli, le missive dei colleghi che sono stati miei uditori, le mail di colleghi con i quali abbiamo anche avuto percorsi culturali molto differenti e anche "scontri". Evidentemente si è compresa la "posta in gioco" e il "mio caso": sì sono divenuto un caso, che strano, e forse si è intuito che, nonostante tutto, non sono poi così "macroscopicamente inadeguato". Credo, infatti, di cercare di esercitare le funzioni con onestà, abnegazione, sacrificio e umiltà avendo nel cuore e nella mente la Costituzione Repubblicana in primo luogo. Incompatibile con un certo ambiente (anche giudiziario) forse sì, ma non con questa terra dalla quale non potrò mai più "staccarmi" atteso l'amore che tantissimi calabresi mi stanno manifestando. Grazie. Luigi»

domenica 7 ottobre 2007

POST AL SITO DEL MINISTRO CLEMENTE MASTELLA

"INTOSSICAZIONE DEL BLOG" - sito http://clementemastella.blogspot.com

Richiesta del 08/10/07 a Clemente Mastella

Egregio Onorevole Mastella,
non nascondo il mio rammarico quando in serata ho appreso le Sue dichiarazioni, dal Columbus Day, circa il “terrorismo mediatico” italiano (anche se non parlerei mai di “terrorismo” poiché ricorda dei momenti terribili vissuti sino ad oggi dall’intera popolazione mondiale) poiché noi tutti, oggi giorno, dobbiamo subire le Vs. prevaricazioni.
Voi tutti non capite i bisogni dei ceti meno abbienti che non riescono ad arrivare a fine mese con il proprio mensile mentre Voi cercate di ampliare le Vs. indennità.
Non comprendete il malessere dei Giovani che, dopo numerosi sacrifici, non riescono a costituirsi una famiglia per mancanza di uno posto di lavoro nella propria terra natia mentre Voi sistemate i Vs. “amici e parenti” nel migliore dei modi.
Non comprendete il malessere di quei pensionati che vivono sotto la soglia minima di reddito e, in alcuni casi, devono “rubare” nei supermercati per poter mangiare.
Mi auguro che qualcuno di Voi parlamentari decida di entrare nella storia decidendo di ABBANDONARE la propria poltrona DIMETTENDOSI.
Il concetto è questo benché differisca nelle parole scritte nel post del Blog del Ministro della Giustizia Mastella, sperando che quest’ultimo, sulla base del proprio senso democratico, decida positivamente sulla pubblicazione.
A presto, su questo blog, saprete l’esito.